Salento, un luogo magico della Puglia dove passare le proprie vacanze.
Il Salento, o penisola salentina, è un lembo di terra protesa tra due mari: il Mar Adriatico ad est e il Mar Jonio ad ovest. Essa sembra costituire, unitamente alla Puglia, regione di cui fa parte, il "tacco dello stivale".
Dal punto di vista geografico, il Salento si identifica con il territorio che comprende il versante orientale della provincia di Taranto, la zona centro-meridionale della provincia di Brindisi e tutta la provincia di Lecce, arrivando giù fino a Santa Maria di Leuca, il centro abitato più a est d'Italia.
Dal punto di vista culturale, invece, vengono delineati dei confini che non corrispondono precisamente a quelli geografici, ma che, a seconda dell'elemento caratterizzante considerato, ( il dialetto, le tradizioni culturali, gli stili architettonici, ecc. ) delineano un'area più piccola e tendono a far coincidere il Salento esclusivamente alla provincia di Lecce.
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Salento un tesoro dell'arte
Millenni di cultura e di arte hanno interessato le terre del Salento. È dunque compito arduo delineare, sia pure a larghi tratti, il percorso storico ed analizzare o soltanto citare le numerose testimonianze giunte sino a noi.
Fin dal Paleolitico Superiore l'uomo si è accampato nelle grotte di Castro (Zinzulusa, Romanelli) Novoli, Soleto, Ugento e successivamente anche in quelle di Porto Badisco (grotte dei Cervi e dei Diavoli), Parabita (grotta delle Veneri, Roca...) ed ha lasciato testimonianze della sua presenza nei graffiti, negli utensili e negli enigmatici dolmen (Minervino, Melendugno, Racale) e menhir (Giurdignano, Gemini, Castrì).
Poi sono giunti i messapi, di origine illirica, seguiti da Greci, Romani, popolazioni barbariche, bizantini, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Asburgo, Borboni e tutti hanno lasciato un'impronta indelebile nel tessuto culturale e nel codice genetico della popolazione, fino ai moti rirgimentali sfociati nell'Unità d'Italia, costati alla nostra terra tante perdite di vite umane e tante umiliazioni.
All'epoca messapica, oltre a resti di mura sparsi su tutto il territorio, monete, vasi, probabilmente appartiene lo straordinario tempio di sepoltura conosciuto come Ipogeo di Torre Pinta che sorge nella Valle delle Memorie, nei pressi di Otranto, trasformato in seguito in colombaia con Torre merlata sporgente fuori terra, destinata a scopi militari e difensivi.
Testimonianze delle antiche colonie greche vanno dal ricco corredo di vasi, stele, urne, monili, vanto dei nostri musei, all'Ipogeo di Vaste (Poggiardo), al Tempietto Votivo di Lecce (secondo alcuni di origine messapica). La tradizione assegna al periodo ellenistico anche la Fontana di Gallipoli che uno studio recente ritiene invece copia rinascimentale di un'antica fonte greca.
Del Periodo Romano, oltre alle imponenti costruzioni dell'Anfiteatro e del Teatro Leccese, restano tratti della via che l'imperatore Traiano fece realizzare partendo da Brindisi, ove gingeva la via Appia, fino a Taranto, passando per Ugento, Alezio, Nardò, come documentato nella carta Peutingeriana.
Nei pressi di Lecce, ancora in attesa di ottenere il giusto rilievo, Rudiae, patria del poeta latino Quinto Ennio, ove sono visibili tratti di strade selciate in perfetto stato di conservazione, ipogei ed un sopetto di cavea di teatro o anfiteatro ricadente in un suolo di proprietà privata e, per questo, inaccessibile.
Le popolazioni barbariche, dai Visigoti, ai Vandali, agli Ostrogoti, hanno causato distruzioni ovunque sensa peraltro lasciare testimonianze tangibili della loro cultura.
L'apporto dei Bizantini fu sostanziale per la caratterizzazione dei costumi, della cultura, della lingua salentina.
Del periodo del loro dominio restano soprattutto i sacelli ipogei, le laure, le grancie e le basiliche, i cenobi realizzati dai monaci basiliani, ricchi di dipinti, come la chiesa di S. Salvatore e la basilica di S.Mauro, ricadenti nell'agro del comune di Sannicola.
Nel 828 e poi nel 924 il Salento subì le violenze dei Saraceni che fecero scempio ovunque. Nelle loro incursioni devastarono o rasero al suolo molti casali di cui resta memoria solo nei documenti scritti.
Ai saraceni seguirono i Normanni e poi gli Svevi: tutta la Puglia godette di un periodo di tranquliità e migliorarono le condizioni di vita degli abitanti che ebbero riflesso anche nell'arte. Di questo periodo, abbiamo numerose testimonianze architettoniche in stile romanico tra cui l'abbazia di S.Maria di Cerrate e la chiesa dei SS: Niccolò e Cataldo, nel cimitero di Lecce, costruite per volere del re normanno Tancredi; la Cattedrale di Otranto la chiesetta di S.Maria d'Aurio, poco distante dall'abitato di Surbo; la chiesa di San Giovanni a Patù, la chiesa di S.Stefano a Soleto le cui pareti interne recano affreschi con storie della vita di CRisto, figure di Santi ed un articolato Giudizio Universale sulla facciata interna della parete occidentale.
Di stile gotico è la bellissima Basilica di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina, costruita per volere del conte Raimondello Orsini del Balzo, interamente affrescata all'interno con figurazioni tratte prevalentemente dal Vecchio e dal Nuovo Testamento e dalla vita di Santa Caterina d'Alessandria, nei quali sono ravvisabili chiare informazioni alla scuola giottesca.
Salento un paesaggio di colori
Ciò che colpisce l'attenzione del visitatore è la varietà di colori che il paesaggio salentino sprigiona.
Il blù scuro del Mar Adriatico, con le sue alte scogliere a strapiombo e il verde smeraldo del Mar Jonio che inonda le splendide spiagge sabbiose consentono di passare le vacenze nel salento al mare.
Passando sulla terra ferma invece, colpisce il marrone della terra, spesso arida e secca, a causa dei lunghi periodi di siccità, mentre sullo sfondo, il verde della macchia mediterranea viene interrotto, di tanto in tanto, dal rosso scarlatto dei campi di papaveri.
L'agro salentino, delimitato dai caratteristici muretti a secco, è coltivato un pò ovunque. La vegetazione è costituita per lo più da ulivi secolari, con i tipici tronchi ritorti. Inoltre sono presenti gli alberi di fico d'India, che crescono sia all'interno che lungo la costa e i mandorli, di cui è possibile godere la fioritura già a gennaio.
Dal punto di vista architettonico, il centro urbano si presenta costituito in prevalenza da case bianche "a calce", con solaio, che richiamano le antiche città della Grecia. I centri storici, invece, sono caratterizzati dalle "case a corte", abitazioni diverse che si affacciano su uno spazio comune adibito a momenti di vita in comune: ricamare, chiacchierare, fare le faccende. Passeggiando proprio negli antichi borghi, si viene rapiti dalle sgargianti decorazioni dell'arte barocca. Essa è riconoscibile sia negli edifici sacri e nobili e sia in abitazioni private, i cui balconi e facciate fanno largo sfoggio di stemmi, fregi, motivi floreali, animali mitologici realizzati con la locale pietra leccese.
Tipiche costruzioni rurali sono invece le pajare: realizzate anch'esse "a secco" cioè senza malta, come i muretti, venivano originariamente utilizzate come riparo, o abitazione estiva o come deposito di paglia, da cui deriva il nome.
Il territorio salentino è pianeggiante. Esso è interrotto soltanto da pochi rilievi collinari di modesta altitudine, che nella parte meridionale tra Gallipoli e Otranto, prendono il nome di Serre Salentine; alcune, scendono direttamente nel mare, soprattutto nel versante orientale, altre invece si distinguono per i terrazzamenti e per le coltivazioni. Il punto più alto è la Serra dei Cianci, appartenente al comune di Alessano e coltivata a ulivi secolari.
La vicinanza del Salento al mare caratterizza molto il clima, che è più umido rispetto al resto della Puglia, dove invece la presenza dell'Appennino riduce l'apporto di umidità dei venti provenienti da ovest.
Le stagioni estive, soprattutto nelle aree più meridionali, sono particolarmente afose, mentre le stagioni invernali, sia pure molto miti e abbondantemente al di sopra dello zero anche nei periodi più freddi, appaiono gelide soprattutto in presenza di vento.
Nel Salento ci sono numerosi eventi religiosi, caratterizzati da una partecipazione attiva e vivace della gente che esprime in questo modo i propri, profondi, sentimenti religiosi: processioni, anche in mare, feste legate ad apparizioni miracolose, sagre paesane, fanno da cornice a tutto ciò spettacolari luminarie e fuochi pirotecnici.
La tradizionale focara a Novoli, un grande falò alto 20 metri in onore di Sant'Antonio Abate, le tavole di San Giuseppe a Cocumola, Uggiano, Poggiardo, Giurdignano in cui vengono imbandite delle grandi tavole con piatti tipici.
A questi appuntamenti, sono da aggiungersi le numerose sagre culinarie di paese che hanno come unico scopo quello di mettere in bella mostra i piatti tipici salentini, deliziando gli occhi oltre che il palato con orecchiette, pezzetti di cavallo, frise, zuppe di pesce, pittule, pucce.
Dal punto di vista culturale, il Premio Barocco è uno degli appuntamenti di maggiore rilievo, in quanto consiste in un riconoscimento a personaggi dello spettacolo, della cultura, dell'arte, dello sport che si sono distinti per aver portato nel mondo il nome italiano.
Per quanto riguarda la tradizione musicale, sicuramente, la pizzica costituisce il segno di riconoscimento più caratteristico e famoso di tutto il Salento. È una musica tradizionale, prodotta dal tamburello, che un tempo accompagnava la danza isterica delle donne morse dalla taranta ed oggi da vita ad un famoso festival della musica popolare, La notte della taranta.
Tutta la fascia costiera è dotata di lunghe spiagge ed è punteggiata di stazioni balneari ben attrezzate. Interessanti sono anche le località dell’entroterra, ricche di attrattive ambientali e opere d'arte.